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Elena Lucrezia Cornaro Piscopia la prima donna laureata al mondo

Tratto dal sito wikipedia


Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (Venezia, 5 giugno 1646 – Padova, 26 luglio 1684) fu una filosofa italiana, ricordata come la prima donna laureata al mondo.


Biografia
Elena fu la quinta dei sette figli di Giovan Battista Cornaro e di Zanetta Boni. Il padre, appartenente a una delle più importanti famiglie veneziane, ebbe con Zanetta, donna di umilissime origini, una lunga relazione durante la quale nacquero tutti i loro figli: essi furono sempre legittimati alla nascita, ma la coppia si sposò soltanto nel 1654. A causa delle origini della madre, i due giovani maschi Francesco e Girolamo non poterono essere iscritti nel Libro d'oro della nobiltà fino al 1664, quando il padre ottenne il sospirato riconoscimento sborsando ben 105.000 ducati.

L'antica famiglia era da secoli esclusa dalle maggiori magistrature della Repubblica, ma le restava il prestigio del nome, del patrimonio e della cultura: il nonno materno di Giovan Battista, Giacomo Alvise Cornaro, era stato uno scienziato amico di Galilei, suo padre Girolamo, studioso di fisica, aveva creato un'importante biblioteca e una collezione di quadri e di strumenti scientifici.

Probabilmente Giovan Battista, quando si accorse delle qualità della figlia, ne favorì in tutti i modi la crescita culturale e il successo pubblico: era infatti del tutto straordinario che una donna emergesse nel campo degli studi e un tale esempio di eccezione avrebbe ancor più contribuito a dare lustro al nome della famiglia. La stessa Elena sembrò esser consapevole del pur «vano compiacimento» mostrato dal padre,[1] ma non volle deluderlo, per quanto ella non intendesse acquisire un'erudizione da sfoggiare in salotti ed accademie.

Infatti, a testimonianza della sua inclinazione a un'esistenza appartata, nel 1665 Elena si fece oblata benedettina, una scelta che appare un compromesso con la sua vocazione religiosa: in questo modo, pur osservando la regola dell'Ordine, poteva evitare la reclusione monastica e frequentare quel mondo secolare nel quale poteva trovare la libertà e i mezzi di continuare i propri studi.

Fu così che ad Elena il padre volle assicurare la migliore istruzione: suoi insegnanti di greco furono, fino al 1668, Giovan Battista Fabris, parroco della chiesa di San Luca, e poi Alvise Gradenigo, bibliotecario della Marciana, che aveva vissuto a lungo a Candia, mentre il canonico di San Marco Giovanni Valier le impartì lezioni di latino. Elena apprese anche l'ebraico e lo spagnolo dal rabbino Shemel Aboaf e la teologia da Felice Rotondi, che divenne poi docente nello Studio di Padova.[2]

Dopo avere invano richiesto di laurearsi in teologia all'Università di Padova (la domanda fu respinta per l'opposizione di alcuni prelati) ottenne di potersi laureare in filosofia, dottorato che le fu concesso il 25 giugno 1678. Le sue opere uscirono postume nel 1688 a Parma.

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