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Analisi sociologica delle forme associative: estratto da Paolo Ceri

 

Associazione

5.2.1. Le associazioni 

Associandosi, gli individui rinunciano alla reciproca indipendenza, per unirsi in un patto che li impegna in un legame di solidarietà, per quanto variabile; essi uniscono la forza morale e l'obbligatorietà formale. Lo fanno perché «spinti fuori da sé» dalla propria insufficienza a risolvere un problema, come nel caso dei cittadini che danno origine a un'associazione allo scopo di denunciare e contrastare la costruzione nel proprio territorio comunale di un inceneritore o di una centrale nucleare. Oppure lo fanno perché «tirati fuori di sé» da qualcosa che li attrae per il valore che assume o per il beneficio che comporta ai loro occhi, come quando si associano per promuovere una nuova forma d'arte o la scelta della propria città come sede dei giochi olimpici. In non pochi casi sono all'opera entrambi i tipi di fattori e di motivazioni, così come la spinta a perseguire sia comuni valori che comuni interessi. Avremo così, a seconda dei casi, un agire associativo orientato verso lo scopo, oppure orientato razionalmente verso il valore o, ancora, verso entrambi, benché in misura diversa (per queste distinzioni, vedi il par. 2.1). Quale che sia la specifica situazione, proprio per la centralità che in essa ha la componente razionale, l'associazione si caratterizza sempre per la natura finalistica, per il perseguimento di un fine collettivo.

Perché si creino associazioni non basta volerlo e neppure essere indotti o incentivati a farlo, occorre anche vivere in un contesto culturale e politico favorevole. Cosa che non va affatto da sé, dato che nella storia i tempi e le situazioni avverse sono stati ampiamente prevalenti. Benché varie forme associative siano state presenti fin dall'antichità, è soltanto con l'epoca moderna che si assiste a un vero sviluppo associativo, alla formazione di un ampio panorama di associazioni volontarie, tale da richiamare l'attenzione tanto della politica quanto delle scienze sociali. È soltanto con la modernità che maturano le condizioni ad esse favorevoli, quale portato dei processi di individuazione, di secolarizzazione e di democratizzazione (processi esaminati nella terza parte del presente manuale). La maggiore riprova storica è lo sviluppo che l'associazionismo ha assunto negli Stati Uniti d'America dove, nel completo affrancamento da ogni legame con un passato feudale e aristocratico, l'esaltazione dei diritti e del valore dell'individuo, a fronte di uno Stato del quale limitare il potere e al quale ricorrere solo in ultima istanza, ha spinto i cittadini a unirsi tutte le volte che vi fosse un problema da risolvere o un traguardo da raggiungere. La tendenza dei cittadini ad associarsi è, per contro, minore, quando non minoritaria, nei paesi o nelle aree dove è preminente la presenza dello Stato o quella delle comunità tradizionali. Per questi e per altri fattori l'associazionismo varia con i contesti geoculturali e geopolitici. Nei paesi dell'Europa centro-settentrionale, in particolare nei paesi scandinavi, esso è sensibilmente più sviluppato che nei paesi dell'Europa centro-meridionale.

In Italia decresce passando dal Nord al Centro e dal Centro al Sud della penisola. Di là da queste importanti differenze, si deve rilevare come oggi, per effetto del passaggio alla società postindustriale e dei processi di democratizzazione, la tendenza alla partecipazione associativa sia un fenomeno generalizzato, ancorché internamente diversificato e soggetto ad alti e bassi.

5.2.2 Le comunità 

Diversamente dall'associazione, nella comunità non sono essenziali la definizione e il perseguimento di una specifica finalità, per quanto ampia essa sia. In una comunità i fini possono anche essere molti e non chiaramente definiti, tanto che la solidarietà fra i membri non si basa sull'impegno connesso a un comune interesse o a un comune valore – che pure possono esservi e di solito vi sono – ma sul sentimento della comune appartenenza. La comunità si distingue anche per la formazione di un'identità collettiva forte, la quale si esprime in molti casi nell'identificazione dei membri in una figura dotata di carisma.

In alcuni casi la comunità può essere la trasformazione di un'associazione, dove gli associati estendono l'area di uguaglianza e la loro solidarietà ben oltre l'ambito dei fini e degli interessi che hanno dato origine all'associazione. Parimenti una comunità potrebbe trasformarsi, a seguito di vicende più o meno critiche, in un'associazione. Un esempio: i membri di un collettivo studentesco «rivoluzionario» che, vent'anni dopo!, danno vita a un'associazione con lo scopo di tenerne viva, di fatto ritualisticamente, la memoria.

Paolo Ceri: Sociologia I soggetti, le strutture, i contesti, Editori Laterza, 2007

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